LiiS:Istruzioni

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Introduzione

Questa pagina contiene istruzioni utili a seguire il corso di Sistemi Operativi e a sostenere la prova di verifica conclusiva.

L'accesso al proprio account Mac OS X

Sia le esercitazioni durante i corsi che la prova d'esame sono svolte su delle macchine Apple iMac su cui gira il sistema operativo Mac OS X. Queste sono utilizzate anche per accedere ad un server Linux.

Per accedere al proprio account si può utilizzare una qualunque macchina Mac OS X del laboratorio.

Poco dopo l'accensione del Mac (pulsante di accensione sul retro del monitor), compare sullo schermo una finestra contenente la lista degli account abilitati.

Nessuno di questi è da utilizzare. Occorre invece attendere un certo intervallo di tempo (tipicamente meno di un minuto, ma anche di più, in dipendenza dallo stato della rete e del server di autenticazione). Trascorso questo intervallo di tempo, al termine della lista si aggiunge la voce "Altro ...". Si deve cliccare su quella voce e, nella finestrella che appare, inserire le proprie credenziali (quelle fornitevi all'inizio del corso oppure ottenute su richiesta dal nostro laboratorio).

Alla fine della fase di login si avrà il controllo della macchina. Si tenga presente che a questo punto si sta utilizzando il processore della macchina che si ha di fronte nonché il sistema operativo e le applicazioni residenti sul disco della stessa. La propria home risiede invece su di un server remoto e viene montata sulla macchina che si sta utilizzando, apparendo in tutto e per tutto come una qualunque home locale alla macchina. Grazie a ciò i dati in essa salvati sono sempre gli stessi, indipendentemente dalla macchina sulla quale si effettua il login.

Si raccomanda a tutti i partecipanti alla prova di esame di verificare nei giorni precedenti alla prova d'esame il funzionamento delle credenziali sia sulle macchine Mac OS X che su quella Linux. Possono darsi diversi casi (es. la scadenza delle password) per cui l'accesso non è possibile quindi la verifica è indispensabile. Si fa presente che accorgersi del problema all'inizio della prova quasi certamente implica l'esclusione da essa, dal momento che spesso non ci sono le condizioni per rimediare.

Alcune nozioni generali riguardanti il Mac

Mouse

Come accade in Windows, molte funzionalità addizionali sono disponibili cliccando sul tasto destro del mouse. Ci sono dei mouse Apple che hanno questa funzionalità senza che si veda chiaramente un tasto destro. Basta esercitare una pressione nella parte destra del mouse.

Un'altra cosa importante da tenere presente in proposito è che spesso il tasto destro è disabilitato. Per attivarlo si deve andare nelle Preferenze di Sistema (vedi icona nel Dock), al pannello di controllo "Mouse" e impostare la parte destra del mouse come "Pulsante secondario".

Tasti modificatori

I tasti modificatori nel Mac sono 6. Si chiamano così perché se sono premuti da soli non hanno alcun effetto, ma funzionano in associazione ai tasti normali.

I nomi dei tasti modificatori: oltre al tasto Control (Ctrl) e Shift (il maiuscolo) ci sono nel Mac due tasti importanti: il tasto Command (molti vecchi utenti Mac lo chiamano "meletta" perché sulle vecchie tastiere era riconoscibile dalla presenza del disegno di una mela Apple) che ora ha la scritta Cmd e un disegno a forma di quadrifoglio, e il tasto Option (detto anche Alt visto che reca proprio questa scritta, accompagnata di solito dal disegnino di una specie di scalino). Il tasto Command è importante perché lo si usa spesso nell'equivalente di tastiera dei comandi di menu. Il tasto Option è invece un tasto modificatore che permette di ottenere dai tasti caratteri differenti da quelli che sono disegnati su di essi (e anche per modificare la lista dei comandi offerti dal menu di un'applicazione, ma questa è una funzione avanzata). Ci sono infine il tasto fn che serve ad attivare i tasti funzione (F1, F2, F3 ecc.) e il tasto esc (vedi Applicazioni bloccate).

Finder

Quando si effettua con successo la procedura di login ad una macchina Mac OS X, si entra in un programma che si chiama Finder, sostanzialmente simile al File Explorer di Windows. Si tratta insomma di un'interfaccia grafica per la gestione dei files (spostamento, copia, cancellazione, apertura, ecc.).

Dock

Le applicazioni più importanti si trovano già inserite nel cosiddetto Dock (la striscia di icone alla base dello schermo nella quale è opportuno si trovino tutte le applicazioni usate più frequentemente). Quando un'applicazione viene lanciata, sotto la sua icona nel Dock (vi viene posta anche se non era precedentemente inserita) ha un punto nero (un pallino illuminato nelle versioni precedenti di macOS) alla sua base.

La presenza dell'icona di un'applicazione può essere resa permanente nel Dock (ovvero durare anche dopo l'uscita dall'applicazione) semplicemente cliccando sul tasto destro del mouse e scegliendo "Mantieni nel dock". In alternativa si può trascinare nel Dock l'icona dell'applicazione (una volta che si sia visualizzata nel Finder).

Lanciare le applicazioni

Se le applicazioni si trovano nel Dock, come è consigliabile che sia per le più frequentemente usate, basta un singolo click all'icona dell'applicazione presente nel Dock. Se l'applicazione non è presente nel Dock, può essere trovata in vari modi. Il menu Finder->Vai->Applicazioni mostra una finestra del Finder con la lista di tutte le applicazioni (salvo un ristretto gruppo di esse, in particolare l'importantissima Terminale , che è raggiungibile aprendo la cartella Utility presente nella stessa lista).

Altro metodo per trovare un'applicazione è cercarla tramite Spotlight.

Muoversi da un'applicazione all'altra

Per passare rapidamente da un'applicazione all'altra si può fare click sulla sua icona nel Dock oppure (secondo lo stile Windows) premere contemporaneamente il tasto Command e il tasto Tab. Alla prima pressione si vede sullo schermo una lista di icone, una per ciascuna applicazione. Ad ogni successiva pressione sul Tab si cambia ciclicamente applicazione. Si può raggiungere rapidamente una delle applicazioni mostrate da Command-Tab, senza essere costretti a cicale su tutta la lista, scegliendola con il mouse.

Cercare nel Mac: Spotlight

Qualsiasi cosa può essere trovata in un Mac tramite la piccola lente di ingrandimento in alto a destra (il software lanciato cliccando su questa si chiama Spotlight) e scrivendo quello che si desidera cercare (applicazioni, file, cartelle, pagine web precedentemente visitate, contatti, mail, qualsiasi cosa insomma).

Chiudere l'ultima finestra non chiude l'applicazione

Fatto importante che disorienta parecchi utenti Windows: nel Mac, per la maggior parte delle applicazioni, la chiusura dell'ultima finestra di un'applicazione non causa la chiusura dell'applicazione. Per sapere in che applicazione ci si trova (ovvero quale è l'applicazione in primo piano), si può leggere la scritta all'estremo in alto a sinistra dello schermo, subito a destra della meletta. È importante essere consapevoli di quale applicazione è in primo piano ad ogni momento perché può capitare di vedere una finestra ma di non essere nell'applicazione che la gestisce (perché l'applicazione in primo piano non ha in quel momento finestre aperte) e quindi di non spiegarsi perché l'applicazione in cui erroneamente si crede di essere non reagisce come atteso, rimanendo confusi.

Applicazioni bloccate

Nel caso (fortunatamente piuttosto raro) che un'applicazione si blocchi si può uscire dall'applicazione senza dover riavviare il sistema (ma ovviamente perdendo i dati non salvati, almeno fino alla versione 10.6 del sistema operativo, dato che le seguenti salvano automaticamente). Per uscire dall'applicazione bloccata occorre premere contemporaneamente i tasti Command-Option-Esc.

A parte questo tipo di blocchi, di solito solubili come si è detto, senza problemi e senza riavvii della macchina, può capitare che, a causa di problemi di rete (apparati guasti, mancanze di corrente etc.), non sia possibile raggiungere la propria home che, come si è scritto, si trova su di un server remoto. In questo caso si sperimenta un blocco della macchina, al quale purtroppo non c'è rimedio. Il sintomo tipico del verificarsi di questa situazione è che la stessa cosa accade a tutti i presenti nell'aula. Per fortuna si tratta di una situazione ancora più rara della precedente. Può anche capitare che, poco dopo aver percepito il blocco, le connessioni di rete riprendano a funzionare, senza alcun danno a quello che si stava facendo.

Come ottenere un certo carattere su Mac

Tra tutti i tasti modificatori esistenti nel Mac, ce ne sono due che modificano il carattere ottenuto premendo i normali tasti: essi sono Option e Shift. Possono essere premuti ciascuno insieme al tasto che si vuole modificare (quindi due tasti contemporaneamente), oppure entrambi insieme ad esso (quindi tre tasti contemporaneamente).

Per vedere l'effetto della loro pressione, la cosa migliore è andare, una volta per tutte, nelle Preferenze di Sistema (il software di controllo delle impostazioni della macchina, la cui icona con la ruota dentata è presente per default nel Dock) e scegliere il Pannello di Controllo "Tastiera". Quindi scegliere il Tab "Tastiera" e cliccare sullla checkbox "Mostra i visori tastiera, emoji e simboli nella barra dei menu".

A seguito di queste due operazioni, comparirà sempre in alto nello schermo a destra un menu contrassegnato da una bandiera (dovrebbe essere quella italiana, se è quella americana bisogna correggere dallo stesso Tab "sorgenti di input"). Cliccando su quel menu appare la voce Mostra visore tastiera. Scegliendola tale voce appare una tastiera (pulsante verde per ingrandirla) che reagisce alle pressioni dei tasti modificatori mostrando il layout dei caratteri accesssibili dalla tastiera (si guardi anche questa pagina di istruzioni) e quello che si otterrebbe premendo qualsiasi combinazione di tasti.

Ad ogni buon conto, i caratteri maggiormente necessari per la scrittura di programmi (e meno intuitivi da trovare) sono:

Le parentesi quadre [ ] : si ottengono con Option-Parentesi quadre (esistono due tasti che recano il segno di parentesi quadra, [ e ] appunto)

Le parentesi graffe { } : si ottengono con Shift-Option-Parentesi quadre

La tilde ~: Option-5 (il 5 della riga superiore alle lettere, non quello del tastierino numerico)

La chiocciola @: Option-@ (esiste un tasto che reca il segno della chiocciola @)

Il “cancelletto" #: Option-# (esiste un tasto che reca il segno del cancelletto #)

Il backquote ` (vigoletta inversa) : Option-\

Come cambiare lingua del proprio account su Mac

La lingua del proprio account si cambia da Preferenze di Sistema -> Lingua e testo -> Lingua. Si deve afferrare con il mouse il nome della lingua che si desidera utilizzare e trascinarlo nella prima posizione della lista mostrata.

Dopo di che occorre uscire dal proprio account (logout) e rientrarci (login) perché la modifica abbia effetto.

Attenzione a non impostare lingue che non si comprendono, potrebbe essere difficile tornare indietro.

L'accesso al proprio account Linux via Terminale Mac OS X

Le credenziali ricevute all'inizio del corso sono valide anche per il collegamento via rete ad una macchina Linux che si chiama hplinux2.unisalento.it.

In primo luogo tale collegamento può effettuarsi tramite l'applicazione Terminale di Mac OS X. Se l'applicazione non è già presente nel Dock è bene aggiungerla.

Prima di tutto occorre trovare l'applicazione Terminale. Questo si può fare semplicemente attraverso Spotlight (il sistema di ricerca interno alla macchina) cliccando sulla piccola icona a forma di lente di ingrandimento in alto a destra nello schermo e scrivendo Terminale. Il primo elemento trovato è l'applicazione che può essere aperta dallo stesso menù a comparsa. A questo punto l'icona dell'applicazione appare nel Dock dove la sua presenza può essere resa permanente e quindi non richiedere più la ricerca attraverso Spotlight.

Una volta nell'applicazione Terminale si può dare il comando:

ssh hplinux2.unisalento.it

In realtà il comando completo dovrebbe essere:

ssh nomeutente@hplinux2.unisalento.it

ma può essere abbreviato quando il nome dell'account dell'utente sulla macchina Mac OS X da cui si effettua il collegamento è uguale al nome dell'account Linux al quale si vuole accedere.

La prima volta che il comando viene dato viene posta una domanda alla quale si può rispondere tranquillamente "yes". Da questo momento la finestra che si sta utilizzando permette di dare comandi che verranno eseguiti sulla macchina remota hplinux2.unisalento.it, una macchina Linux appunto.

Si tenga presente che l'applicazione Terminale permette di aprire più finestre. Per default le finestre dialogano con la macchina su cui si trova l'applicazione Terminale (in altri termini con il Mac che avete davanti). Se in una finestra viene dato il comando ssh sopra specificato, quella finestra permette di dialogare con il server Linux (che è ovviamente un'altra macchina).

Il montaggio della propria home Linux sulla scrivania del Mac

La propria home Linux può essere "montata" sulla scrivania del Mac (e apparire quindi come apparirebbe una pendrive o un CD) tramite il comando del Finder Vai->Connessione al Server.

Nella finestra che compare occorre scrivere (solo la prima volta perché poi viene ricordato automaticamente) hplinux2.unisalento.it.

Se la macchina è raggiungibile compare un'altra finestra nella quale vanno inserite le proprie credenziali Linux. A questo punto compare una lista dei due volumi montabili.

Il primo (come è facile riconoscere anche dal nome) è la propria home. Il secondo è il volume Shared. Questo è un volume condiviso da tutti gli utenti che aveva una notevole importanza nello svolgimento delle prove di esame perché è qui che venivano posti i testi degli esercizi da risolvere. Ora è meno importante perché per vari motivi il testo dell'esame è consegnato in forma cartacea ai candidati.

Una volta montato uno dei due volumi il montaggio del seguente si effettua con la stessa procedura ma non vengono più richieste le credenziali.

Si faccia attenzione al fatto che il Finder ha per default disattivata la preferenza che determina la visualizzazione dei server connessi sulla scrivania. Se, quindi, una volta montato il volume, questo non compare sulla scrivania, si vada alle preferenze del Finder (menu Finder->Preferenze) e si clicchi la checkbox "Server connessi".

Una volta che la home o il volume Shared sono montati e visibili è possibile trasferire files in entrambe le direzioni con semplici operazioni di "drag & drop", esattamente come si farebbe con una pendrive.

Il trasferimento dei files da Mac a Linux

Oltre che con l'appena citato uso del "drag & drop" (possibile una volta che sia stata montata sulla scrivania del Mac la home Linux) è possibile trasferire files dalla linea di comando del Mac.

Il comando da dare nel terminale per trasferire i files è

scp <nome o percorso del file su Mac> hplinux2.unisalento.it:<nome_o_percorso_del_file_di_destinazione>

oppure

scp <nome o percorso del file su Mac> hplinux2.unisalento.it:<directory_di_destinazione>

Si notino i due punti dopo hplinux2.unisalento.it. Sono fondamentali (e spesso dimenticati causando pasticci).

Il comando sopra indicato funziona se il nome dell'account in cui viene dato è identico al nome dell'account Linux. Se si dà il comando da un altro account allora il comando diventa:

scp <nome o percorso del file su Mac> nome_account_su_Linux@hplinux2.unisalento.it:<nome_o_percorso_del_file_di_destinazione>

Si noti che alla fine del compito è necessario trasferire la cartella in cui si è svolto il compito dalla home Mac alla home Linux. Il modo più semplice di farlo è attraverso il "drag & drop", che richiede il preventivo (e semplicissimo) montaggio della home Linux sulla scrivania del Mac.

Per farlo invece con il comando scp, occorre scrivere in una finestra del Terminale aperta sulla macchina Mac OS X (si noti, a differenza dei comandi precedenti, l'opzione -r, necessaria per trasferire tutta la directory:

scp -r <nome o percorso della directory su Mac> hplinux2.unisalento.it:

La mancanza di indicazioni seguenti i due punti identifica come directory di destinazione proprio la home su Linux (che è proprio quello che occorre per il trasferimento del compito).

Si faccia attenzione ai due punti alla fine del comando: sono assolutamente essenziali al suo funzionamento!

Il trasferimento dei files da Linux a Mac

Oltre che con l'uso del "drag & drop" citato più sopra (possibile una volta che sia stata montata sulla scrivania del Mac la home Linux), è possibile trasferire files dalla linea di comando del Mac.

Il comando da dare nel terminale per trasferire i files è

scp hplinux2.unisalento.it:<nome_o_percorso_del_file_di_sorgente> <nome o percorso del file di destinazione su Mac>

oppure

scp hplinux2.unisalento.it:<nome_o_percorso_del_file_di_sorgente> <directory_di_destinazione su Mac>

Si notino i due punti dopo hplinux2.unisalento.it. Sono fondamentali (e spesso dimenticati causando pasticci).

Il comando sopra indicato funziona se il nome dell'account in cui viene dato è identico al nome dell'account Linux. Se si dà il comando da un altro account allora il comando diventa:

scp nome_account_su_Linux@hplinux2.unisalento.it:<nome_o_percorso_del_file_di_sorgente> <nome o percorso del file di destinazione su Mac>

L'editor di testo su Mac

Come dovrebbe sapere bene chiunque segue il corso, gli script devono essere salvati in formato testo puro. In altri termini il file che li contiene non deve avere al suo interno formattazioni grafiche (grassetto, centrature e simili) ma semplicemente i caratteri che compongono lo script (i caratteri che compongono lo script sono per lo più ASCII puro, ma nel file può essere contenuto, per esempio nei commenti, anche del testo codificato UTF-8).

L'editor di testo consigliato per lavorare su Mac è TextWrangler. Se la sua icona non si trova già nel Dock è meglio aggiungerla (il metodo è identico a quello suggerito per l'applicazione Terminale).

Un tipico errore compiuto dai principianti è fare doppio click sul file contenente il testo dell'esame e, dopo averlo visto aperto dal programma TextEdit (il programma di Sistema che per default apre i file di testo su Mac, ma non solo quelli), continuare a scrivere gli script con lo stesso TextEdit. Attenzione: ciò è sbagliatissimo! Oltre ad essere inadatto alle necessità della programmazione, TextEdit è un programma che salva per default in formato RTF. Assolutamente inutile quindi a scrivere script, che, come già ricordato, devono essere salvati in formato testo puro.

Va da sé che chiunque è libero di utilizzare gli strumenti che preferisce per editare files. Chi conosce bene vi, emacs, nano (che lavorano tutti all'interno di un terminale Linux o Mac OS X) e desidera usarli, può tranquillamente e proficuamente farlo. Metto però in guardia coloro che non hanno una conoscenza approfondita di tali programmi: usarli senza esserne esperti pone in condizioni di grave svantaggio rispetto a chi utilizza TextWrangler!

La consegna del compito

Sebbene questa parte sia di una banalità sconcertante se si seguono le istruzioni scritte all'inizio delle tracce di tutti i compiti, non c'è appello in cui qualcuno non si dimostri incapace di compiere correttamente la consegna.

Se si è creata la cartella proprionome.esameNN nella propria home Mac OS X, occorre spostare prima questa cartella nella propria home Linux.

Dopo di che basta copiare la riga

cd; tar cvfz $USER.esameNN.tgz $USER.esameNN

presente nel testo del compito (nel quale si trova con il numero giusto al posto di NN) nella finestra di un terminale connesso a Linux e dare invio.

Molto spesso qualcuno sostituisce la stringa USER col proprio nome, dimostrando di non sapere che la variabile di shell $USER è sostituita già automaticamente dallo shell con il proprio nome.

Attenzione: dare il comando sopra nella finestra terminale collegata alla macchina Mac OS X e poi trasferire con qualunque mezzo il risultante file proprionome.esameNN.tgz nella home Linux non funziona.

Pertanto quando si ha davanti una finestra terminale aperta è assolutamente necessario aver chiaro se si sta dialogando con la macchina che si ha davanti (Mac OS X) o con quella remota (Linux).

Se si è invece creata la cartella proprionome.esameNN nella propria home Linux, la faccenda è più semplice. Basta dare nel terminale Linux il comando

cd; tar cvfz $USER.esameNN.tgz $USER.esameNN

Naturalmente questo presuppone che, in qualche modo, si sappia già che lo script funzionerà anche sotto Mac OS X (le prove di esame hanno sempre come requisito il funzionamento dello script sulle due piattaforme).

Attenzione: se il file proprionome.esameNN.tgz su Linux ha una dimensione troppo piccola vuol dire che avete sbagliato qualcosa (il file compresso non contiene nulla). Un valore tipico che segnala l'errore è 45 bytes.

Consiglio vivamente di provare la procedura di consegna al di fuori dallo svolgimento della prova per farne pratica (si usi un numero di esame molto alto, 150 per esempio). Si tenga presente che si può fare tranquillamente la prova di consegna anche durante l'esame, dal momento che ogni volta che si effettua la procedura i dati precedenti vengono sostituiti dai nuovi.

A partire dalla pubblicazione di queste istruzioni non verranno più tollerati errori o incertezze nella consegna del compito che avverrà automaticamente all'ora annunciata all'inizio della prova.

Informazioni sul copyright

Questa pagina è stata creata da Franco Tommasi. Le informazioni contenute in questa pagina sono utilizzabili e riproducibili alle condizioni previste dalla licenza CreativeCommons 2008 - Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Generic

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